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Fatti sentire contro i “diritti accessori” che penalizzano gli editori e l’editoria digitale

Insieme ad un numero sempre maggiore di editori, AEEPP (Asociación Española de Editoriales de Publicaciones Periódicas) si oppone al “AEDE Canon” in Spagna, e alla creazione di un nuovo diritto sui frammenti di testo a livello europeo. Abbiamo già espresso le nostre preoccupazioni alla Commissione europea, in ultima istanza nel dicembre del 2015.

Questa piattaforma punta a sensibilizzare sugli effetti negativi per gli editori ed è uno strumento per garantire che gli editori europei di notizie e periodici riescano a far sentire sempre di più la loro voce.

La Commissione europea vuole sentire la tua opinione. Adesso.

La Commissione ha appena lanciato una consultazione pubblica sulla creazione di un nuovo “diritto connesso” (una speciale tipologia di diritto d’autore) a livello europeo per gli editori di notizie, libri, riviste scientifiche, mediche e tecniche. Si tratta del più chiaro segnale ad oggi che la Commissione sta pensando di creare nuovi “diritti accessori”. Tali nuovi diritti possono sembrare simili alla “tassa sui frammenti di testo” introdotta in Spagna e Germania, ma potrebbero risultare ancora più ampi e coprire non solo gli editori di notizie, ma anche gli editori di libri e riviste scientifiche e interessare non solo i frammenti di testo ma anche tutte le attività offline e online.

Scopri di più [collegamento al segnalibro delle FAQ: Di cosa tratta esattamente la consultazione? Una “tassa sui frammenti di testo”?]

Perché è importante per gli editori?

Teoricamente, tutto questo viene fatto in nostro nome. Se gli editori che ritengono che si tratta di un errore non si fanno sentire, Bruxelles continuerà a pensare che gli editori sono a favore di questi nuovi diritti. Siamo nella posizione migliore per opporci e per indirizzare il dibattito verso misure che possano davvero sostenere l’editoria in Europa.

Infatti questi nuovi diritti non solo inimicano gli utenti di Internet e danneggiano l’economia digitale, ma colpiscono anche gli editori.

Scopri di più [collegamento al segnalibro delle FAQ: Che impatto avrà sulla mia attività?

Che cosa puoi fare?

Firma la nostra dichiarazione aperta (sotto) all’UE contro i diritti accessori e utilizza il nostro modulo per rispondere alla consultazione pubblica. Ci vogliono solo 15 minuti.

Diffondi la notizia.

Ci impegniamo a costruire una robusta voce alternativa per gli editori europei a Bruxelles e lavoreremo sodo per garantire che il tuo supporto faccia davvero la differenza in Europa.

Fai sentire la tua voce adesso! Sostieni la nostra dichiarazione aperta

Stiamo raccogliendo sostegno da parte degli editori per questa dichiarazione aperta rivolta ai decisori politici. Ti preghiamo di darci il tuo sostegno sottoscrivendo il modulo online. Ti guideremo inoltre in modo rapido su come rispondere alla consultazione.

Finché andrà avanti il dibattito sulla creazione di nuovi diritti “connessi” o “accessori” per gli editori, noi continueremo a spingere per un dialogo aperto, trasparente e basato sui fatti. Non abbiamo ancora visto prove o giustificazioni per questi diritti.

Come editori di notizie, informazioni e intrattenimento, continuiamo ad attirare l’attenzione dei decisori politici europei sull’impatto distruttivo dei nuovi diritti e del pagamento per i collegamenti ipertestuali e la condivisione di contenuti di notizie online. Questi diritti in Germania e Spagna rendono più difficile per noi crescere sul Web, raggiungere nuovi lettori e sviluppare nuovi mercati. Creano nuove barriere all’ingresso per gli editori che vogliono svilupparsi online. In Spagna, siamo persino stati privati del controllo sui nostri contenuti e siamo costretti a far pagare per tali contenuti tramite società di gestione collettiva, che ci piaccia o no.

Mentre coloro che intendono salvaguardare o espandere questi diritti cercano di riformularne lo scopo, noi continuiamo a credere che la creazione di nuovi diritti porterà principalmente a più burocrazia e maggiore complessità. Come aziende, aspiriamo ad un contesto europeo che riduca la burocrazia, non che la aumenti. Aspiriamo a raggiungere nuovi lettori e ad innovare per sviluppare il nostro business nell’era digitale. Per riuscirvi, abbiamo bisogno di un ambiente favorevole, non di un contesto che porterà ad anni di discussioni legislative, contenziosi legali e al coinvolgimento di intermediari quali le società di gestione collettiva. I nuovi “diritti connessi” – compresi quelli per le attività “offline” – non ci aiutano in nessun modo.

Questo dibattito si è trascinato già troppo a lungo. Ciò che è iniziato in Germania nel 2009, non è riuscito a portare nessun vantaggio né in Germania né in Spagna ed è stato poi respinto in Francia, Austria e Svizzera, sette anni dopo è ancora oggetto di discussione nonostante i numerosi fallimenti e malgrado non sia dimostrato che esiste un problema di diritto d’autore!

Esortiamo l’UE a concentrarsi sulla creazione del giusto contesto per una stampa europea lungimirante, moderna e diversificata. E ciò non vuol dire cercare di salvaguardare concetti tanto viziati come quelli dei diritti “accessori” o “connessi”. Come primo passo, esortiamo i decisori dell’Unione Europea a sfruttare tutti i mezzi a loro disposizione per abrogare queste leggi in Spagna e Germania.